giovedì 4 dicembre 2014

Il più bel libro a fumetti (e sui fumetti!) di tutti i tempi

Si tratta di:

Winsor McCay: The Complete Little Nemo
di  Alexander Braun

Senza dubbio, amici: il più bel saggio sui fumetti e insieme il più bel volume a fumetti di tutti i tempi. Un sogno impossibile che si è realizzato.
Per un fumetto di oltre cento anni fa...

Il tomo, reperibile per esempio su Amazon.co.uk, arriva in una sua scatola personalizzata con tanto di maniglia, che già è un pezzo da collezione di per sé. Perché il doppio librone è grandissimo (34,4 x 44 cm) e pesante...


Dentro alla valigetta, un saggio in brossura, di 144 pagine, e l'edizione integrale di Little Nemo in Slumberland di Winsor McCay, il primo capolavoro del Fumetto, americano e non, iniziato sulle pagine domenicali dei quotidiani statunitensi nel 1905 e terminato, con vicende alterne e lunghi iati, nel 1927.
Qui ci sono tutte le tavole. In 563 pagine tutte rigorosamente a colori. Originali.


Eccolo, il volumone:


La presentazione tipografica ed editoriale di quest'opera gigantesca è impeccabile. Preziosa, di gusto squisito. Carta matte (opaca) solo leggermente avorio (non bianchissima, in altre parole). Colori originali e definizione superba.
Niente a che vedere con qualsiasi altra edizione precedente, nemmeno con quella - pur pregevole e di formato ancora più grande - della Sunday Press:





Le tavole:



Qualche particolare (i fuori fuoco sono miei!):




E questo è il saggio, opera di Alexander Braun:






Per il prezzo che ha, poco più di cento euro, è regalato.

giovedì 20 novembre 2014

Le censure di Mandrake: nuovi ritrovamenti!

Molto tempo fa, su questo blog, parlando dell'arrivo di Mandrake in Italia, nel 1935 (su "L'Avventuroso" di Nerbini), scrivevamo:

Possiamo solo immaginare come dovevano essere, in originale, vignette come questa:


Basta cercare, in rete... Il pregevole archivio dell'australiano "The australian Women's Weekly", infatti, pubblicava nel 1935 le dailies di Mandrake, in versione quasi ineccepibile. Raccomandiamo questa fonte a chi volesse - ce lo auspichiamo tutti - ripubblicare finalmente il Mago in marsina di Lee Falk e Phil Davis in modo filologico. Ecco la vignetta di cui sopra in versione originale:


E' la prima volta che vediamo Narda in questa veste, dopo quasi ottant'anni! Ma non è finita qui, ovviamente:

Versione Italiana 1935 (su cui si basano TUTTE quelle successive, compreso il recentissimo volume Mondadori):




Versione australiana:



mercoledì 30 luglio 2014

Big Trouble in Flash Gordon reprint

Problemi per Flash Gordon

Abbiamo parlato più volte delle ultime riedizioni "filologiche" del Flash Gordon di Alex Raymond e Don Moore, focalizzandoci sulla peraltro splendida collana edita dall'americana IDW nella serie Library Of American Comics, che comprende anche il topper della serie, ovvero Jungle Jim.
L'uscita del quarto e ultimo volume IDW, però, ci ha lasciati nello sconcerto. Le tavole di Flash Gordon, nel periodo in esame, avevano un layout di sei grandi vignette, tre superiori e tre inferiori. In moltissime pagine, i panels sulla destra (quindi il terzo e il sesto), nell'edizione IDW, risultano deformati, ovvero ristretti di parecchi millimetri.
Increduli, abbiamo confrontato le tavole incriminate con le altre edizioni più recenti della serie di Raymond, ovvero quella della Kitchen Sink e quella, in corso di pubblicazione, dell'inglese Titan Books:



Il confronto non lascia dubbi. Le foto seguenti, lasciate senza alcun ritocco, sono eloquenti. Del resto, anche possedendo solo l'edizione IDW, basterà munirsi di un righello per confrontare le vignette sulla destra con le altre e verificare così che sono decisamente più strette.
Nessun altro commento ci sembra necessario.

 Edizione IDW

 Edizione KS

 Edizione Titan

  Edizione IDW

  Edizione KS

  Edizione Titan



giovedì 9 gennaio 2014

Razzismi a Firenze





Matite razziste

Antisemitismo e razzismo nell’illustrazione del periodo fascista
 
Giornata di Studi
Martedì 28 gennaio 2014






Archivio di Stato di Firenze
Viale Giovine Italia, 6
Auditorium, h 10.00 - I sessione

Biblioteca Marucelliana
Via Cavour, 43
Salone monumentale, h 14.30 - II sessione

Promossa e organizzata da
Fondazione Ambron Castiglioni
con la collaborazione di
Archivio di stato di Firenze e Biblioteca Marucelliana


Programma

h 10.00
Saluti delle autorità
Saluto della Direttrice dott. Carla Zarrilli
Saluto del Presidente della Fondazione Ambron Castiglioni, arch. Alberto Boralevi
Presentazione della mostra A lezione di razzismo. Scuola e libri durante la persecuzione antisemita (1938-1943) a cura di Pamela Giorgi e Giovanna Lambroni

h 10.30 - Prima sessione
Coordina Ugo Caffaz, consulente per le iniziative del Giorno della Memoria della Regione Toscana
Ugo Caffaz
Introduzione
Fabio Gadducci
Illustrare la razza: gli artisti tra direttive e Manifesto della Razza
Guido Gramigni
Mobilitazione dell’immagine: la raffigurazione del nemico nelle copertine de «La Difesa della razza». Illustrazione, fotomontaggio e riutilizzo dei prototipi iconografici della tradizione in senso antisemita
Giovanna Lambroni
Iconografia dell’antisemitismo. La satira nelle riviste fiorentine, da «Il Bargello» a «Il 420»

h 14.30 - Seconda sessione
Coordina Roberto Bianchi, Università di Firenze
Saluto della Direttrice dott. Monica Maria Angeli
Presentazione della mostra
Dora Liscia Bemporad
Mangiafuoco e gli altri. Iconizzazione del “cattivo” nella letteratura per ragazzi
Leonardo Gori
Nuvole razziste. Xenofobia e antisemitismo nel Fumetto italiano fra le due guerre
Giorgio Bacci
"La favola vera del Britanno": razzismo, xenofobia e illustrazioni negli anni Trenta
Gianluca Gabrielli
Cataloghi visivi della pedagogia dell'alterità: le "tavole delle razze" nei libri scolastici

mercoledì 8 gennaio 2014

Flash Gordon, ottant'anni fa!



Non mi fa molto piacere pensare a Flash Gordon come a un vecchietto centenario (ammettendo che nel 1934 avesse vent'anni), ma quella di oggi, 7 gennaio 2014, è una data molto importante, benché quasi ignorata ovunque, tranne che dai siti specializzati:



Ottant'anni fa, il 7 gennaio 1934, veniva pubblicata sui quotidiani statunitensi che sottoscrivevano l'abbonamento ai comics del King Features Syndicate (di proprietà di William Randolph Hearst), la prima sunday page di Flash Gordon, scritta da Don Moore e disegnata da Alex Raymond. L'immagine qui sopra è presa dal blog di Jim Keefe, ultimo artista a disegnare per i quotidiani le gesta del biondo eroe.
Imperitura gloria ad Alex Raymond, Maestro del Fumetto "moderno", erede diretto del primo (e migliore) Harold Foster.


La foto sopra è tratta dall'ottimo blog Dave Wessels Comics, che ha degnamente approfondito l'anniversario che stiamo celebrando.



Flash Gordon è in corso di riedizione filologica e integrale da parte di ben due editori, l'inglese Titan Books, che ha fatto un ottimo lavoro, e l'americana IDW-Library of American Comics, che il lavoro l'ha fatto splendido.
In attesa dell'uscita del quarto (e ultimo) volume della serie della LoAC, posto qui sopra la copertina del terzo: invito chi non l'ha ancora fatto a procurarsi questa edizione, davvero definitiva sia per quanto riguarda la resa grafica (colori originali, corretti; tratto nitidissimo e a piena risoluzione) che per la completezza: comprende infatti anche il topper, ovvero Jungle Jim.

Da noi, una "coda" di anniversario la celebreremo il 14 ottobre prossimo venturo:


Prometto che per quella data riprenderò ad aggiornare questo blog, ripartendo proprio da "L'Avventuroso".

mercoledì 30 ottobre 2013

Brick Bradford a Lucca!


A cura di: Pier Luigi Gaspa, con la collaborazione di Riccardo Moni e Dario Dino-Guida
Luogo: Sala incontri – Palazzo Ducale


Giovedì 31 ottobre 
ore 16.30 -  1933-2013.
Brick Bradford, tra avventura e mysteri
Dal viaggio nella moneta al Mostro d'acciaio. Storia di un personaggio misconosciuto e fondamentale.
Partecipanti: Alfredo Castelli, Leonardo Gori
Coordina: Pier Luigi Gaspa

 

 

martedì 29 ottobre 2013

100 years ago today

Glory to George Herrimann, Krazy Kat and the Great American Syndicated Comics!



mercoledì 16 ottobre 2013

Luigi Bernardi





Ho conosciuto Luigi Bernardi a Bologna, a metà degli anni Settanta. Io ero appena un ragazzino, lui un giovane e fresco editore, pieno di intelligenza, cuore, inventiva. Allora (come oggi) io ero legato al Fumetto classico, soprattutto a quello americano sindacato. Gli chiesi quali personaggi intendesse pubblicare. Dietro allo stand appena inaugurato dell'Isola Trovata, mi spiegò che dovevo iniziare a pensare invece "per autori". Non posso dimenticare quella rivelazione, che oggi può apparire scontata ai più, ma che per me non lo era affatto. Grazie ai suoi libri e alla sua amicizia imparai ad amare anche il Fumetto contemporaneo e perfino i Manga. Un decennio dopo, intorno al 1986, Luigi fondò, con Luca Boschi e Roberto Ghiddi, sempre a Bologna, la Granata Press. Con Luca stesso, Andrea Sani e Alberto Becattini, pubblicammo  - grazie al suo coraggio e al suo cuore, come prima e come sempre - la monografia I Disney Italiani; poi, con i suddetti e Franco Bellacci, la prima edizione del saggio su Jacovitti. Furono giorni molto vivi, con tanto entusiasmo. Luigi era uscito dall'esperienza rivoluzionaria ed esaltante di "Orient Express" e si era imbarcato in quella di "Nova Express". Fu allora, in quegli uffici a un terzo piano (mi pare) di una palazzina nel centro di Bologna, che vidi passare dei giovanotti di belle speranze, scrittori alle prime armi: Lucarelli, Baldini e altri transappenninici di notevole talento ma ancora pressoché sconosciuti. Luigi li pubblicava in bei brossurati, che oggi sono (credo) introvabili... Ma io mi occupavo solo di fumetti e non ci feci troppo caso.
Ancora un decennio dopo (l'amicizia con Luigi è andata così, a tappe intermittenti) mi misi in testa di scrivere un romanzo. Un poliziesco ambientato in Italia negli anni Trenta. Dopo tanti rifiuti degli editori, un comune amico mi propose di dare il manoscritto a Luigi, che accettò di farmi da agente "provvisorio"... A lui devo anche questa fetta della mia vita. Ma è soprattutto il Fumetto, non solo quello italiano, a dovergli molto: forse, addirittura, la sua maturità. Ciao, Luigi.

mercoledì 25 settembre 2013

La modernità nel Fumetto




Un tema interessante, quello della "modernità" nel Fumetto, intesa a livello grafico, narrativo (per immagini), di montaggio. Ovvero di linguaggio fumettistico. Le immagini sono tratte dalle daily strips di Rip Kirby di Alex Raymond (la sua ultimissima opera, fra l'altro) dal 6 all'11 giugno 1955, con una vignetta dalla striscia dell'11 maggio 1956. Edizione Library of American Comics, IDW, 2012.

sabato 7 settembre 2013

L’era dei megalibri – Torna il Tarzan di Harold Foster - 3

 
La tavola del 6 marzo 1932 nell'edizione Dark Horse
 
 
La tavola del 6 marzo 1932 nell'edizione originale sul supplemento domenicale del "Sunday Mirror", stampata in toni di grigio con tecnica rotocalco
 
L'uscita del volume Dark Horse dedicato alle prime due annate del Tarzan di Harold Foster ha suscitato notevole interesse. Mi ha scritto anche Fortunato Latella, studioso del Fumetto americano, in particolare di quello sindacato, e titolare di un interessantissimo blog. Fortunato mi ha segnalato l'esistenza di un'ulteriore edizione, benché parziale, delle Sundays di Foster, quella contenuta nei due fascicoli di dimensione pari all'originale editi recentemente da Russ Cochran ("The Sunday Funnies") e reperibili anche direttamente sul suo sito. Ecco un'eloquente immagine trovata in rete:
 
 
Fortunato mi ha inviato la scansione di due vignette, tratte dalla tavola domenicale del 6 marzo 1932, chiedendomi di fare un confronto diretto con l'edizione DH e di esprimere il mio giudizio in merito.
Bene, per prima cosa, pubblico pari pari, senza alcun "restauro" digitale da parte mia, l'immagine ricevuta da Fortunato e, di seguito, una fotografia digitale dello stesso particolare tratto dall'edizione DH, anch'essa al netto di qualsiasi modifica. Ho soltanto uniformato, doverosamente, le dimensioni:
 
Edizione "The Sunday Funnies":
 
 
Edizione Dark Horse:


Fatto questo, ho però ceduto alla voglia di pasticciare con Photoshop e perciò propongo qui di seguito le stesse immagini dopo un sommario restauro digitale, teso solo a ridurre al minimo le dominanti del colore e ad aumentare il contrasto.

Edizione "The Sunday Funnies" con restauro digitale:


Edizione Dark Horse con restauro digitale:


E dunque, che dire? Siamo lì. Non mi sembra di ravvisare, nell'edizione DH, la perdita di tratti a china del disegno di Harold Foster, rispetto all'edizione di Russ Cochran. Semmai, si nota una leggera perdita di "densità" dei retini colorati Ben Day, dovuta con ogni probabilità al notevole lavoro di restauro del grafico in forza alla Dark Horse: lavoro che, come ho già detto, è stato piuttosto "spinto", anche se non eccessivo. D'altro canto, dopo aver tolto dall'esempio inviatomi da Fortunato la netta dominante giallastra dovuta alla scansione (si noti la campitura bianca tra le due vignette), appare evidente una certa aberrazione cromatica generale.
Ma, direi, giudicate voi...
 
Aggiungo lo stesso particolare nell'edizione originale in nero e in rotocalco tratta dalla comics section del "Sunday Mirror": non credo sia utilizzabile come "master di riferimento", perché la tecnica di stampa in rotocalco di questa testata provoca un certo ingrossamento del tratto a penna, ma vale senz'altro a titolo di curiosità e di documentazione:
 
 

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